Che tipo di runner sei? La classificazione definitiva

Se sei arrivato qui è perchè, probabilmente, anche tu hai iniziato a notare che i runner, dopo un po’, sembrano tutti uguali. O meglio, sembrano tutti simili tra loro.

A meno che tu non sia così fortunato da vivere e correre nella natura selvaggia, dove gli unici incontri sono quelli con la fauna locale (probabilmente intenta ad inseguirti), l’idea che esistano dei tipi standard di runner è piuttosto comune se non addirittura scontata.

D’accordo: mentre si corre la concentrazione è massima sullo sforzo e sull’obiettivo, però, dai, vuoi davvero farci credere che non hai mai pensato a che tipo di runner sia il tizio che incontri tutti i giorni?

Lo sappiamo che anche tu hai fatto questo pensiero! Dopotutto la catalogazione del mondo è scritta nel nostro DNA: è una questione di sopravvivenza, di ordine mentale.

Human Runner è un acuto osservatore della fauna podistica e dopo anni di catalogazione e archiviazione di informazioni e schede descrittive è pronto per mettere nero su bianco la sua personalissima classificazione definitiva dei tizi che corrono/runner.

 

La tassonomia dei runner

Con approccio sia scientifico che ironico, la tassonomia dei runner vuole presentarti alcuni idealtipi di corridori forzandoti a compiere una scelta:

Che tipo di runner/tizio che corre sei?

Confidando che anche tu possa trovare il tuo posto in questo elenco, ecco la nostra selezione, non prima di una piccola precisazione: nella più assoluta asessualità comunicativa “runner” e “tizio che corre” non sono termini maschili o femminili piuttosto etichette facili da caratterizzare.

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La mina vagante

Iniziamo questo viaggio dalla tipologia senza dubbio più affascinante.

La mina vagante è l’unico frequentatore dei parchi immune dalla catalogazione: non sappiamo se sia un professionista in vacanza oppure un losco figuro in fuga dai creditori; non sappiamo se sia alle prime armi oppure un esperto corridore; non possiamo dire davvero chi sia e perchè lo faccia.

Si narra che sia in grado addirittura di correre in jeans qualora non abbia avuto il tempo o la voglia di cambiarsi; infatti il suo abbigliamento spesso casual e anti-tecnico, unito alle sue prestazioni di tutto rispetto, rendono ardua la comprensione del livello di agonismo e dello stato di forma.

E’ per questo che ci piace: un runner misterioso, schivo e aparentemente capace di tutto. O forse solo un tizio che scappa da qualcosa o qualcuno.

 

Lo stagionale

Non importa se maschio o femmina, lo stagionale è facilmente riconoscibile da diversi aspetti inequivocabili:

  • L’orario e luogo della corsa: rigorosamente 17-19/parco più vicino, la fascia oraria più trafficata dai suoi simili
  • Lo stile della corsa: raffazonato, privo di tecnica e convinzione con abbigliamento sportivo che ci parla di un passato atletico ormai svanito (spesso t-shirt di età scolastica)
  • L’aspetto fisico: fuori forma ma non troppo; giovane ma non troppo; convinto, ma non troppo
  • Il colore del volto: rosso fuoco,data dalla scelta sistematica di ritmi troppo elevati per il prorio grado di allenamento (spesso nullo)

Gli stagionali sono esemplari di runner abitudinari. Ogni anno dopo il lungo inverno ripetono il rito dell’assalto al parco, un assalto disorganizzato e reso poco efficace dal grasso accumulato durante il letargo invernale. Un assalto che non dura molto perchè dopo un numero non troppo alto di tentativi di correre seriamente vi è il rito dell’abbandono a cui segue una lunga fase di bagordi estivi in cui l’inattività viene giustificata dalla temperatura terrestre poco adatta all’attività fisica.

Ma lo stagionale non è una schiappa, non è un mollaccione. Infatti ci riprova anche settembre con rinnovata convinzione e motivazione.

Però poi piove, e allora salta qualche uscita. E alla fine viene inverno e quindi anche quest’anno correremo l’anno prossimo!

 

Il runner addescatore

Questa categoria di runner dimostra chiaramente il principio di mercato della domanda e dell’offerta.

Si tratta di una tipologia di runner davvero insolita. Spesso di bell’aspetto e di buona forma fisica, denotato una pochezza tecnica e una certa goffaggine nella corsa che li rende piuttosto atipici.

Dopo un’attenta analisi si può notare come la loro presenza tra i corridori sia determinata da una scopo ben preciso: rimorchiare.

Nel momento in cui la popolazione di runner è al massimo livello d’estensione, gli avvoltoi della corsa si avventano sugli esemplari più deboli ben consapevoli che è soltanto nel periodo di punta dei runner stagionali che le possibilità di rimorchiarne uno sono molto elevate.

Una cosa è certa: non li vedrete mai attaccar bottone con esemplari pro perchè il runner addescatore sarà pure un belloccio ma non è fesso e sa che il pro non lo degnerebbe di uno sguardo.

 

La schiappa/il novellino

Contrariamente a quanto si creda si tratta dell’esemplare di runner più diffuso. In più, salvo qualche caso particolare di talento innato tutti i runner all’inizio son schiappe.

A parole e nei discorsi tra amici corridori tutti millantano tempi incredibili, performance assurde e ottimi piazzamenti in gare che nessuno ha sentito nominare. Nella realtà il passaggio da novellino a una della altre categorie è piuttosto arduo e soltanto in pochi ci riescono per davvero.

Il novellino e la schiappa mettono impegno e dedizione nella corsa per sopperire a evidenti lacune tecniche e fisiche; rispettano (più o meno) le indicazioni di tabelle per allenamenti, seppur senza essere ossessivi e tentano di seguire una dieta più equilibrata.

Soprattutto, non mollano dopo le prime difficoltà e dopo i primi dolorini. Per questo non bisogna fare l’errore di confonderli con gli stagionali che, con la loro svoglietezza rappresentano la vera “ultima ruota” del carro del runner.

 

L’ossessionato

L’ossessionato esiste in ogni sport, in ogni lavoro e in ogni settore e nella corsa è la categoria più facile da individuare:

  • Le sue foto su instagram riguardano scarpe, pettorali e gare di corsa
  • Ogni volta che lo incontri, dopo 2 minuti non sai più di cosa parlare e finisci a conversare di ripetute e cambi di ritmo (e ti senti male)
  • E’ ottimizzato: è magro, in formissima e fa ottimi tempi
  • Se è giovane, nutre la speranza di diventare un pro (ne è certo)
  • Se è anziano, ha il rimpianto che sarebbe potuto essere un pro (ne è certo)

Il runner ossessionato vive la corsa come una droga e si sente male se si trova costretto a saltare anche solo un allenamento. Iscritto ad ogni manifestazione podistica nel proprio emisfero di residenza, basa la sua intera esistenza sulla corsa che è, probabilmente, la sua unica ragione di vita.

Non ci sono testimonianze di runner ossessionati capaci di cambiare categoria ed evolversi: non esistono centro di recupero per corsa-dipendenti.

 

Il brizzolato

Se corri in contesto urbani, laddove i binomi corsa/ufficio, corsa/palestra o corsa/parlare al telefono sono di casa avrai sicuramente incontrato un “brizzolato”.

Spesso accompagnato da uno stuolo di lampadate, egli rappresenta la “versione hipster” del corridore: solitamente in buona forma, è capace di buoni tempi nonostante sia ormai parte degli “anta” e quindi non più giovanissimo.

Ciò che lo contraddistingue da un semplice tizio in forma con buoni tempi è il desiderio irrefrenabile di socializzazione: i brizzolati, infatti, si raccolgono in mandrie e si radunanto in luoghi precisi della città per allenamenti collettivi conditi da chiacchere e allegrezza.

Solitamente piuttosto competitivo, non disdegna la sfida con esemplari di runner più giovani, sfide con cui guadagnarsi il rispetto degli altri esemplari del branco e l’ammirazione di molte lampadate.

La sconfitta, seppur un eventualità piuttosto remota, lo porta a lunghi periodi di remissione e isolamento in cui soltanto le ripetute in salita sembrano offrirgli del conforto.

 

La lampadata

Naturale compagna del brizzolato, la lampadata è una runner di ottima qualità e tremendamente competitiva, caratterizzata dall’odio apotropaico verso qualsiasi esemplare femminile più giovane di lei in grando anche soltanto di deambulare.

Il proprio livello di forma fisica, spesso migliore dei brizzolati con cui si allena, rende questa runner le più interessanti per sfide all’ultimo giro, sfide che spesso vincono.

L’ossessione per le giovani runner e per i tempi le porta ad abusare degli allenamenti ed è da questo che deriva il loro nome: non sono lampadate perchè passano troppo tempo al mare ma perchè trascorrono ogni istante libero a correre libere nella natura, alla ricerca della forma perfetta.

 

Il pro

Questa categoria si spiega da sé: il pro è l’atleta vero, l’unico in grado di ammutolire i brizzolati e di deprimire gli ossessionati.

Non conosciamo davvero i suoi tempi ma quello che sappiamo è che continua, insistentemente a doppiarci. E’ spesso accompagnato nella corsa da amici o parenti o fidanzate in bicicletta, soggetti con cui conversa amabilmente mentre ti supera come se non esistessi.

Poi ti accorgi che si stava soltanto riscaldando, e allora capisci che c’è qualcosa di profondamente ingiusto in tutto ciò!

Human Runner ama chi primeggia e per questo non può che essere un fan dei pro: non sappiamo se vi vedremo mai alle olimpiadi nè tanto meno chi diavolo siete, ma la vostra potenza rende la nostra pochezza più umana.

 

Il tizio satellitare

Completamente ricoperto di gadget ad alto contenuto tecnologico, il tizio satellitare sprizza ioni di litio da tutti i pori.

Il suo livello di allenamento è spesso modesto e la sua resistenza/forza mentale lascia parecchio ad desiderare. Però non demorde, almeno all’inizio, spinto dal conforto dell’analisi comparativa delle proprie performance opportunamente monitorate e registrate.

A titolo puramente esemplificativo ecco una lista dei suoi accessori irrinunciabili:

  • Sensore podometrico alla scarpa
  • GPS/Running al polso destro con rilevatore di pulsazioni a contatto
  • GPS/Trekking al polso sinistro con fascia cardiaca bluetooth e altimetro barometrico
  • Sensore Contapassi Fitbit integrato in una collana in Teflon e Neoprene
  • Cuffie Bluetooth ad alta definizione in carbonio disegnate in galleria del vento per il minimo CX possibile
  • Fascia porta cellulare al braccio contenente smartphone con le seguenti applicazioni:
    • SPOTIFY abbonamento ULTRAPREMIUM
    • App GEORESQ per richiesta soccorso automatica
    • RUNTASTIC per inviare in diretta streaming il tracciato del proprio allenamento e ricevere incoraggiamenti
    • FITBIT per registrare un l’allenamento e le calorie bruciate
    • STRAVA per registrare l’allenamento geolocalizzato

Non serve aggiungere altro, vero?

 

L’endorser

L’endorser è ovunque, non solo nel mondo della sport e della corsa. Eccoti alcuni spunti per comprendere se sei uno di loro:

  • Suoni la chitarra da 1 settimana e hai una sala prove in garage con 15.000 euro di equipaggiamento
  • Hai deciso di prendere la patente per la moto e hai già compato una replica motogp da 30.000 euro
  • Ti piace la tecnologia e quindi sono 5 anni che hai la stampante 3d (anche se non sai cosa fartene)
  • Sei attratto dai brand di lusso come le falene dalla luce e vivi secondo il mantra del “io investo in borse, non in borsa”
  • Ti butti a capofitto in ogni cosa senza nemmeno chiederti se faccia davvero per te

Si tratta di quel runner spesso principiante che si presenta ai cancelli di partenza (o più semplicemente al parco) con abbigliamento e accessori nuovi scintillanti e di grande impatto visivo.

In particolare l’endorser si riconoscere da una caratteristica precisa: è l’unico corridore a non indossare nulla di marca Decathlon. L’endorser, infatti, predilige marchi premium con cui ambisce ad instaurare rapporti di sponsorizzazione; nell’attesa che le sue prestazioni diventino tali da far realizzare il suo sogno attinge di continuo al proprio conto in banca per acquistare scarpe, tute e occhiali in grado di distinguerlo dalla massa.

Perchè infondo lui dispezza la massa, ne siamo certi.

 

Il purista

SI tratta di un altra categoria tanto amata da Human Runner.

Il purista è quel tipo di corridore e altleta che non ha alcun interesse nel dotarsi di gadget tecnologici o all’avanguardia. Egli non ha idea di cosa siano i pronatori e i supinatori, eppure corre con tempi spesso vicini a quelli dei pro indossando indumenti poco tecnici e scarpe poco performanti.

Non indossa GPS o cardio frequenzimetri e probabilmente non sa bene a cosa servano. Lui corre “a sensazione”: sa quando è il momento di spinere oppure di tirare i remi in barca; sa quanta energia gli rimane ed è sicuro del proprio ritmo.

Tipologia scarsamente diffusa, il purista è un esemplare di runner schivo e poco avvezzo alle conversazioni. Per questo è difficile vederlo nei parchi pubblici o in mezzo alla gente dato che il suo habitat è nella natura dove incide nella corteccia degli alberi dei segni che soltanto lui è in grado di interpretare con cui orientarsi tra distanze, scatti e ripetute.

Chi trova un purista trova un tesoro: probabilmente non avrà un cellulare a cui chiamarlo per cui non ti resta che seguirlo (in bicicletta), scoprire dove abita e fartelo amico!

 

Lo sportivo

Lo sportivo è l’ibrido per eccellenza.

E’ un tipo di runner che ha superato la fase della schiappa ma non si identifica in nessun’altra categoria. Non è particolarmente ossessionato dalla corsa eppure è costante e determinato; non ha alcuna velleità competitiva e probabilmente non parteciperà mai a una maratona, però conosce bene i suoi tempi e il suo ritmo al kilometro; non è un patito di gadget tecnologici ma apprezza il valore di alcuni strumenti che lo aiutano a essere costante.

Insomma, un comunissimo tizio che corre perchè si sente bene e perchè ama farlo.

 

Categoria bonus: lo Human Runner

Concludiamo l’analisi presentandoti la categoria dello Human Runner.

Si tratta del “tizio che corre” per eccellenza. Potrebbe essere scambiato per lo sportivo ma non è affatto detto che lo sia: Human Runner non è un grande appassionato di corsa e non è nemmeno un salutista; semplicemente cerca di tenersi in forma e pensa che correre sia il modo più efficente per farlo.

Un runner calcolatore, freddo, distaccato e poco passionale, dunque: per lui l’investimento di tempo e denaro che richiede la corsa è quello che paga di più.

Se poi dovesse capitare di rovinarsi la forma fisica con abbuffate e bagordi notturni, poco importa: si può sempre correre anche il giorno dopo.

E quello dopo ancora.

E quello dopo ancora.

 

E tu? Qual è la tua ricetta?